Cesare Castiglioni – Il garibaldino

Prima tappa alla scoperta della vita di Cesare Castiglioni

Cesare Castiglioni nacque a Tradate il 1° giugno 1841, figlio di Teodolinda e di Giovanni Luca, nobile possidente del ramo di Lonate Ceppino dell’antica famiglia Castiglioni. Se il padre era un convinto sostenitore del Lombardo-Veneto asburgico, di cui era anche deputato, Cesare è invece ricordato per le sue imprese durante il Risorgimento, in particolare per la partecipazione alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi.

Quando Cesare nacque, la famiglia si era da poco trasferita a Tradate, nella settecentesca fattoria un tempo di proprietà dei Pusterla e acquistata, nel lontano 1781, da Giuseppe Castiglioni, bisnonno di Cesare.

Nel 1858, quando il padre morì improvvisamente, il giovane Cesare era studente liceale a Milano. Qui cui venne a contatto con il mondo intellettuale dell’epoca e con gli ideali patriottici che si stavano rapidamente diffondendo, e dove si dice abbia stretto amicizia con Nino Bixio.

Allo scoppio della II Guerra d’Indipendenza nel 1859, quando Piemonte e Austria si diedero battaglia, Cesare si arruolò senza pensarci due volte. Abbandonò gli studi e, ricordano ancora in famiglia, vendette alcuni oggetti d’argento della casa paterna per potersi mantenere sotto le armi.

“Pieno della santa ira contro il brutale straniero che ci trattava da paese di conquista”, il giovane Cesare entrò così nell’esercito sabaudo, disertando la leva asburgica. Inquadrato nel 6° Reggimento di Fanteria della Brigata Aosta, partecipò alla vittoriosa Battaglia di San Martino, vinta dai piemontesi.

Concluso il conflitto e congedato, Cesare si imbarcò subito in una nuova avventura, abbandonando “nuovamente l’aula universitaria per il fucile”, accorrendo “tra i primi” alla chiamata alle armi di Garibaldi, intento a preparare la spedizione dei “Mille”.

Il giovane partecipò all’intera campagna, assistendo anche all’incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II. La partecipazione all’impresa garibaldina segnò tutta la sua vita, e negli anni Cesare si dedicò a preservarne la memoria, donando molti dei suoi cimeli a musei e istituti culturali.

Le sue imprese militaresche non erano però finite, perché il Castiglioni partecipò anche alla sfortunata campagna del 1866 contro l’Austria, come ufficiale comandante.

Non poté invece prendere parte, con suo grande rimpianto, alla Prima Guerra Mondiale, a causa dell’età e di gravi problemi di salute, che lo avrebbero portato alla morte il 21 aprile 1918. I parenti ricordavano come, giunta la notizia della disfatta di Caporetto, Cesare scoppiò in un pianto amaro “tanto era il dolore per l’atroce sconfitta subita dagli italiani”.

(fonti: Davide Zaffaroni, Cesare Castiglioni dei Mille di Marsala, Macchione Editore, 2008.)