Se son rose… moriranno!

Storia di quello che da molti è considerato il matrimonio più tragico della storia… non per gli sposi, si capisce!

Corre l’anno 1867, e Torino è in fermento per le imminenti nozze tra il Duca Amedeo di Savoia, secondogenito del Re Vittorio Emanuele II e futuro sovrano di Spagna, con la Principessa Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, una giovane colta e intelligente di nobili origini.

Il matrimonio – cosa non scontata per una famiglia reale dell’epoca – è dettato dal sentimento: i due piccioncini si sono infatti perdutamente innamorati nel 1864, e Vittorio Emanuele ha acconsentito alla loro unione, tutto sommato soddisfatto per la scelta del figlio.

Se il matrimonio tra i due – nonostante il turbolento regno in Spagna e la prematura morte di lei, a soli 29 anni – sarebbe stato sostanzialmente felice, lo stesso non si può dire del giorno solitamente più importante per una neo-coppia: quello delle nozze.

La solenne cerimonia ha luogo il 30 maggio 1867 nella Cappella di Palazzo Reale; fasti, corteo, banchetto: tutto è programmato alla perfezione, degno di un “royal wedding” d’altri tempi, tra strade addobbate, ospiti elegantissimi e petali lungo le strade.

Le cose, tuttavia, non vanno proprio come previsto, e la sequenza degli eventi, quasi surreale, assume i contorni di una tragedia comica.

È appena giovedì mattina del giorno fatidico, e la sposa promessa si sta imbellettando nella sua stanza, pensando certamente al futuro consorte. Nessuno può immaginare che, in una delle stanze accanto, una delle damigelle abbia deciso di rovinarle la giornata, impiccandosi a un lampadario.

Una tragedia, un drammatico incidente, fatto sta che i preparativi per il matrimonio vanno avanti, pur se probabilmente con un fare meno gioioso.

La sposa, che indossa “un vestito di seta bianca ricamato e fa sfoggio, di collane, perle e diamanti: anche il dono del re era stato una preziosa collana di perle con chiusura di brillanti e zaffiri”, esce dai suoi appartamenti e si appresta a raggiungere la carrozza che la porterà a Palazzo.

Uno degli ufficiali preposto a farle da scorta, forse abbagliato da tanta bellezza, cade da cavallo e, sorpresa! Muore…

La meticolosa preparazione dell’evento sembra stia andando a rotoli, funestata da eventi che definire imprevisti è poco! La pressione è troppo alta per il maestro di cerimonie dei Pozzo della Cisterna; preso da un improvviso scoramento, decide di porre fine alle sue sofferenze con un colpo di pistola.

Sarà finita, direte voi? Certo, ormai mancano solo la cerimonia e il banchetto, cosa mai potrà andare storto? E invece no!

Tra un lutto e l’altro, la sposa è infine giunta a Palazzo Reale, inizia finalmente lo sposalizio che unirà Principe e Principessa nel vincolo del matrimonio. Uno dei testimoni, tuttavia, sembra particolarmente emozionato: ha un infarto e viene portato via; morirà il giorno dopo.

Finita la cerimonia, tutti tirano un sospiro di sollievo: la scia di morte pare finalmente finita e, tra un incidente e l’altro, gli invitati sembrano comunque avere appetito.

Il banchetto, come si conviene a un matrimonio reale, è allestito alla Reggia di Stupinigi, e il corteo decide di muoversi.

A far da scorta alla carrozza dei novelli sposi vi è anche un personaggio illustre: il Conte Francesco Verasis Asinari di Castiglione, marito della Contessa Virginia Oldoini (l’amante di Napoleone III e di un’altra dozzina di potentati dell’epoca; del resto, non per niente è considerata una delle donne più affascinanti del Regno).

Forse distratto dalla presenza degli sposini, certamente destinati ad un matrimonio più felice del suo, il buon Conte si distrae e cade da cavallo; non sarebbe niente di serio, se la carrozza reale non lo investisse in pieno, condannandolo ad una fine terribile: “in pochi minuti” riporta La Stampa dell’epoca “il conte di Castiglione era cadavere”.

Insomma, la giornata non va proprio secondo i piani; finalmente, forse con un sospiro di sollievo, parenti e invitati salutano gli sposi in partenza per la luna di miele; un sollievo probabilmente non condiviso da un capostazione, che viene investito proprio dal treno che ospita la coppia reale…

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