Quando il matrimonio diventa Arte

Amore, che sentimento meraviglioso! Non possiamo negarlo, la vita degli uomini è da sempre guidata alla ricerca di questo sentimento. Amore folle, amore incondizionato, amore corrisposto e non.

La storia, a partire dai testi antichissimi e sacri fino alla grande letteratura dei tempi più recenti, ci ha dato testimonianza di come le vite degli uomini siano state finalizzate per lungo tempo alla creazione di un’unione famigliare, fornendo anche tanti esempi di come le varie culture si siano approcciate a questo sentimento.

A proposito di amore e unioni, vi siete mai chiesti come il matrimonio sia stato rappresentato dai grandi maestri storia dell’arte?

Matrimoni mitologici

La mitologia è ricca di storie d’amore, spesso riproposte nel corso delle varie epoche per il loro forte carattere simbolico e la loro intrinseca morale. 

Affascinante senza ombra di dubbio la vicenda di Armonia, la prima divinità greco-romana a convolare a nozze! Ma di storie romantiche la mitologia ne è piena, e i grandi pittori nel corso del tempo ne hanno proposto innumerevoli rappresentazioni. Tra le più note vi è l’unione tra Bacco (o Dioniso) dio dell’ebbrezza e Arianna, fanciulla associata al mito del Minotauro.

Le fasi del mito sono state ritratte da diversi artisti, tra cui Tiziano Vecelio, ma il momento dell’unione è stato reso celebre da un altro maestro della storia dell’arte italiana, Annibale Carracci; l’opera fu realizzata in occasione del matrimonio del committente, Ranuccio Farnese, con Margherita Aldobrandini.

Bacco e Arianna sono seduti su due carri trainati rispettivamente da due tigri e due arieti. L’immagine è ricca di elementi simbolici, tra cui la figura di Venere seminuda che alluderebbe ad un confronto tra amore coniugale e carnale.

Il trionfo di Bacco e Arianna, Annibale Carracci, 1600 circa. Affresco, Palazzo Farnese, Roma.

Matrimoni celebri tratti dalla Bibbia

Lo Sposalizio della Vergine: due versioni di due grandi maestri

Tra le unioni in matrimonio più note di sempre, come non citare quella di Giuseppe e Maria; di questo episodio tratto dalla Sacra Bibbia, sono pervenute a noi due rappresentazioni pittoriche dal valore inestimabile.

Da sinistra: Sposalizio della Vergine, Raffaello. 1504, Pianacoteca di Brera, Milano. Sposalizio della Vergine, Perugino. 1501. Musée des Beaux-Arts di Caen.

Si tratta di due opere realizzate quasi in contemporanea da Raffaello e dal Perugino: è noto come Raffaello, allievo del Perugino, abbia potuto vedere il maestro al lavoro sullo Sposalizio della Vergine, portando a termine solo qualche mese più tardi l’omonimo capolavoro. Le due opere, in effetti, sono davvero molto simili, sia per il soggetto rappresentato che per gli elementi della composizione, spinti però verso un maggiore realismo nell’opera di Raffaello.

In entrambi i dipinti il momento immortalato è quello del sigillo delle promesse con l’anello al dito, rito che continua ancora oggi!

Le Nozze di Cana – Paolo Veronese

Sempre un altro celebre pittore italiano, Paolo Veronese, ha rappresentato una scena di unione: si tratta delle Nozze di Cana, episodio evangelico celebre per la trasformazione ad opera di Gesù dell’acqua in vino!

Le nozze di Cana, Paolo Veronese, 1563. Parigi, Museo del Louvre.

A differenza delle due scene precedentemente descritte, la scena ritratta è molto più esagitata e scomposta, ricca di figure e personaggi, proprio a dare l’idea di un ricco banchetto e di una festa movimentata! Potete riconoscere gli sposi nell’estremità sinistra del tavolo.

Matrimoni borghesi…tre opere simbolo della società che cambia!

L’arte ha svolto un ruolo fondamentale nel tramandare il cambiamento di usanze e costumi della società. Sono pervenute a noi anche diverse raffigurazioni di matrimoni borghesi e di unioni, in grado di incarnare i caratteri salienti dell’evoluzione sociale di questo particolare momento.

Ciò appare evidente da un semplice confronto tra tre opere: i Coniugi Arnolfini del pittore olandese Jan Van Eyck (1484), Gli Sposi della Tour Eiffel (1938-39) di March Chagall ed infine un’opere di Keith Haring intitolata The marriage of Heaven and Hell (1985).

I Coniugi Arnolfini, Jan Van Eyck, 1484. Londra, National Gallery.

Immagini ognuna ricca di elementi simbolici, che rappresentano l’intimità del matrimonio plasmato dai costumi e usi del tempo. Nel primo caso, abbiamo una coppia in un momento intimo e solenne allo stesso tempo, a sigillare la promessa solo in presenza di due testimoni. Significativa la figura del cane, da sempre simbolo di fedeltà.

L’opera di Chagall invece, ci propone un’idea molto romantica, fiabesca (come tutte le opere del pittore) del matrimonio. Una coppia felice e sognante, facilmente riconducibile al matrimonio grazie anche al tradizionale abito bianco della sposa.

Gli Sposi della Tour Eiffel, Marc Chagall, 1938-39. Centre Pompidou, Parigi

L’opera di Haring, la più recente tra quelle citate, è forse invece la più enigmatica e poetica allo stesso tempo. Il momento rappresentato è quello dello scambio dell’anello: una delle due mani mima il gesto delle corna (che nel gergo americano degli anni ’80 – ’90 era simbolo di pace e amore!). Due mani che si sfiorano, in uno scambio delicato che ricorda quello del ‘’tocco” della Creazione di Adamo nella Cappella Sistina.

The marriage of Heaven and Hell, Keith Haring, 1985.

Quelli che avete visto fin qui sono solo alcuni esempi, che però sono in grado di fornire una visione d’insieme della storia della rappresentazione del matrimonio dal Rinascimento all’era Pop. Uno stesso momento si connota di mille sfaccettature e significati pur rimanendo sempre solenne e pieno d’emozione! Curioso vero?

Kimberly Fabbri